Campagna di Russia

Dalla poesia al racconto breve. Così, come se niente fosse...


CAFFE' DEGLI SPIRITI (Terrazza del Bastione)
martedì 20 settembre
Foxi & Daddy dj set
opening act dj Tiuva
jazz.soul.funk.bossa.latin.afrobeat.modern sounds.and.flamenco.de.puta.madre


L'ispirata lirica dedicata a Zasso due settimane fa è stata molto apprezzata in primis dal destinatario che si è premurato di manifestare il proprio gradimento attraverso il seguente messaggio "pezzo di merda. vendetta lenta e spietata. con la tua cazzo di poesia mi porti in acque cattive. io me ne fotto perché c'ho l'intelligenza e l'umorismo. ma questa volta intingerò la penna nella cattiveria di un fariseo" ignorando forse che "fariseo" è sinonimo di ipocrita e non di crudele.
Zasso d'altronde è tristemente noto nel mondo del giornalismo come fantasioso artefice di metafore improbabili (si veda per tutte la sua celeberrima, e ad oggi insuperata, "...un ritiro tutto sudore e Sparta (?)", fonte l'Unione Sarda - agosto 2004).
Attendiamo comunque una sua replica "con l'impazienza di un filisteo".

Intanto continua il nostro omaggio ai protagonisti del martedì con la prima parte di un mediocre racconto su commissione liberamente ispirato alle recenti gesta di Nicola Paganelli.
La seconda parte non è ancora stata scritta. E forse non lo sarà mai.


campagna di Russia...

Gli ultimi intoppi burocratici erano stati superati. Nemmeno 250 euro per un visto falso gli erano sembrati una cifra eccessiva in preda all'euforia che si era impossessata di lui a pochi giorni dalla partenza. Eppure ultimamente le cose non gli andavano male. In poche settimane si era guadagnato il soprannome di Sultano, anche se lui preferiva considerarsi un sovrano illuminato. Nessuna coercizione. Lo stuolo di ventenni o poco più (o poco meno...) di cui recentemente si era circondato lo adorava, di più, lo idolatrava spontaneamente come logica conseguenza di un'inspiegabile libera scelta. Il Sultano si limitava ad assecondarla adottando pochi semplici accorgimenti. Come, per esempio, tenerle lontane da alcuni personaggi ritenuti pericolosi perché troppo simili a lui..." no ragazze in spiaggia a Chia no...troppa confusione...dai andiamo a Porto Pino...in fondo sono solo altri 45 chilometri di curve e strada sterrata..." Per il resto era stato tutto sin troppo facile.
Certo, c'erano stati momenti imbarazzanti come quando durante una festicciola alcune di loro si erano accapigliate per gelosia. Erano anche volate parole grosse "Troietta! Chissà cosa hai fatto per farti regalare quegli orecchini di Blue Point..." "Parli proprio tu sgualdrinella! Sarei curiosa di sapere chi ti ha comprato quel top Miss Sixty..." ma in fondo ne era stato lusingato. Due settimane di assenza non avrebbero cambiato nulla in quel meccanismo perfetto che era riuscito a creare. Poi c'era sempre il Giannizzero che, in cambio di un temporaneo permesso di caccia, avrebbe provveduto a sorvegliarle e a mantenere lo status quo. E' vero, in altre occasioni non si era dimostrato molto affidabile, ma qui non si parlava di mettere dischi...

Il Tupolev atterrò morbido una grigia mattina prima di Ferragosto. Mezz'ora dopo Mosca gli apparve in tutta la sua imponenza. Metropoli sconosciuta ma carica di promesse e che presto si sarebbe inchinata alla sua fama di seduttore. Eppure, mentre in taxi percorreva quegli interminabili viali, il cielo plumbeo lo inquietava come un cattivo presagio. C'era qualcosa che lo turbava nell'avvenenza di quelle creature slanciate e dalla carnagione diafana che lo circondavano. La prima sera, stranamente intimorito, si limitò a studiarle. La seconda iniziò il gioco di sguardi. La terza cominciò a preoccuparsi. Perchè quelle bellezze algide e imponenti non ricambiavano la sua attenzione?
In altre occasioni il suo sorriso accattivante, interrotto a intervalli regolari per sorseggiare la vodka lemon d'ordinanza, era risultato un'arma micidiale. Ma ora l'incantesimo sembrava essere svanito. Pensò se non fosse il caso di elaborare tecniche alternative. Come quella volta a Oviedo con una ragazza irlandese che si professava atea. Lui era scoppiato improvvisamente a piangere e a gridare con la veemenza di un telepredicatore invasato " I do believe in God! Why don't you? Please, believe in God!". E mentre simulava un esorcismo la abbracciava da dietro cercando di arrivare alle tette. La celtica agnostica, troppo disorientata per reagire, lo lasciava fare. Naturalmente, viste le sue condizioni all'epoca, non era in grado di ricordare se quell'ignobile pantomima avesse avuto successo. Ma in quel momento era abbastanza disperato da sembrargli una buona soluzione. Avrebbe solo dovuto apportare alcune piccole modifiche dovute al fatto che in Russia sono ortodossi. A parte quello...

La quarta sera andò peggio delle precedenti. In un locale inequivocabilmente equivoco una bionda dall'aria annoiata dopo mezz'ora ricambiò senza il minimo entusiasmo il suo sguardo. In una frazione di secondo le fu accanto. La ragazza parlava un italiano stentato. Il Sultano decise di coniugare la sua proverbiale simpatia alla profonda conoscenza della cultura locale. Riesumò quella vecchia gag che da bambino lo faceva ridere tantissimo. Era di Mario e Pippo Santanastaso, due ottimi comici, a suo giudizio, dimenticati troppo in fretta "...allora ci sono due russi e uno dice "mi fai fare un giro sulla tua troika?" "quale troika?" fa l'altro, "come quale troika, quella troika...di tua moglie...". Prima che avesse la possibilità di proseguire nello sketch, spostando l'ambientazione in Africa e sostituendo la troika col tukul, lei lo interruppe disgustata "...guarda di solito io prende 300 dollari ma per te non basta 900...". Gli pagò il drink e se ne andò senza salutarlo.

Quella sera tornarono in albergo presto perchè all'alba li aspettava il treno per Ulan Bator. L'angoscia lo attanagliava. Pensò di confidarsi con Foxi, il suo compagno di viaggio. Erano amici da una vita e avrebbe sicuramente capito il suo profondo disagio. Ma quando si girò lo vide nudo, a parte la maglia numero 1 del Lokomotiv, fedele riproduzione vintage di quella indossata dalla squadra sovietica a metà degli anni '50 e pagata l'equivalente di 170 euro la sera prima. Con gli occhi spiritati, Foxi si tuffava da una parte all'altra del lettone fingendo di parare rigori inesistenti "guarda Nico...sono Lev Yascin...il ragno nero...l'incubo degli attaccanti...li ipnotizzo con lo sguardo..." Decise di lasciar perdere. Prima di addormentarsi, in attesa di cedere alla vodka, ebbe appena il tempo di pensare "dai...in fondo non sono mica partito per chiavare...". Poi pianse, sommessamente, di sè e di quella pietosa bugia.

Quella notte ebbe un incubo. Si vide nei panni di Napoleone sconfitto davanti a una Mosca con i disco-bar in fiamme e poi, con uno scarto spazio-temporale privo di qualunque logica ma che nel sogno gli sembrava perfettamente coerente, come un combattente della campagna di Russia, in rotta nella tundra gelida e innevata, braccato da perfide soldatesse dell'Armata Rossa che lo volevano morto. Si svegliò terrorizzato in un bagno di sudore che era già ora di prendere il teno.

All'alba la stazione era avvolta nelle nebbia e nel vapore delle locomotive. Si lasciò trasportare sul vagone della Transiberiana dalla fiumana dei suoi compagni di viaggio. Commercianti kazaki e contadine tagike che portavano con sè la loro mercanzia: tappeti, matrioske e polli vivi per lo più.
In viaggio i giorni scorrevano interminabili. A fargli compagnia solo l'incedere lento del treno e il dolce ricordo dei martedì al Bastione. Non certo Foxi che passava le giornate ad insegnare la morra ad alcuni venditori di icone false con cui aveva stretto amicizia "Kimbe! Sese! Trese! Kimbe!" Avrebbe dato qualunque cosa pur di essere altrove, circondato dalle premure delle sue giovani amanti. Ebbe pensieri impuri anche su alcune contadine tarchiate con la barba e le caviglie a zampa d'elefante ma nemmeno loro mostravano grande interesse nei suoi confronti. Pensò che una volta tornato avrebbe messo la testa a posto, magari accasandosi con la favorita del suo harem e rimanendo amico delle altre.

Quella prospettiva lo aiutò ad andare avanti nei giorni a seguire finchè un mercoledì un sms anonimo lo raggiunse a Ulan Bator mentre si trascinava stancamente dietro Foxi alla disperata ricerca di compilation di hip hop mongolo "approfittando tua assenza cani/porci sguazzano nell'harem. vista la favorita scambiare n. di cell con persona che ritenevi amica". Improvvisamente si sentì ribollire di rabbia. Quella solitudine forzata lo portava a sragionare al tal punto da autoconvincersi di essere davvero un sultano. Iniziò a immaginare le scene apocalittiche che avrebbero accompagnato il suo rientro. Chi aveva osato violare l'harem sarebbe stato punito con la castrazione, condanna da eseguirsi al Bastione (il suo regno), martedì notte (giorno di grande affluenza) davanti ai suoi sudditi. Quanto al Giannizzero meglio per lui che avesse una buona scusa. Per assumere un'aria più truce decise di farsi crescere i baffi. Non si scherza col Sultano.

(continua...)

A tre anni dalla sua ultima apparizione alla console questa settimana torna una delle figure più controverse delle scena musicale cagliaritana. Dopo un periodo di latitanza spagnola riappare la figura simbolo delle serate al Jazzabuglio: il leggendario dj Tiuva. Più integralista di un talebano, più intransigente di un papa-boy, Tiuva ha traumatizzato con le sue selezioni etno-jazz generazioni di avventori dello storico locale di Castello. C'è chi non si è ancora ripreso dalle sue session anarco-musical-insurrezionaliste il cui culmine era rappresentato dalla famigerata "Lavori domestici" di Enrico Rava (durata: 17 minuti e mezzo abbondanti...) ovvero l'equivalente musicale de "La corazzata Potyomkin" in cui la scena fantozziana dell'occhio della madre era sostituita da un assolo di aspirapolvere. Uno dei pezzi più pesanti di tutti i tempi. Alla prime inconfondibili note la clientela, in preda al panico, si accalcava in maniera scomposta verso le uscite di sicurezza e quando a seguire Tiuva metteva Ornette Coleman la folla esplodeva in un boato di entusiasmo liberatorio e faceva partire un trenino catartico come se avesse sentito Disco Samba.
Ma c'è una novità: nel frattempo dj Tiuva si è specializzato in un genere ancora più ostico...il flamenco!!!
Martedi ha minacciato di presentarsi con l'opera omnia di Paco de Lucia e di quello che lui ha definito il genio del flamenco d'avanguardia, tale Camaron a La Plancha ( o qualcosa del genere...). Siete pronti per un'ora di chitarre frenetiche, nacchere martellanti e angoscianti incitamenti gitani?

Da inoltrare a chi ha avuto il coraggio di dire che le serate di F&D ultimamente sono diventate un pò troppo commerciali. Grazie.
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Biografia in 48 righe

Versi in libertà dedicati ad un caro amico. Che apprezzò molto.


CAFFE' DEGLI SPIRITI (Terrazza del Bastione)
martedì 6 settembre

Foxi & Daddy dj set
jazz.soul.funk.bossa.latin.afrobeat.modern sounds

Appena tornati dalle vacanze, a corto di aneddoti (e di tempo per inventarne qualcuno), questa settimana rendiamo omaggio a uno dei personaggi che nel corso degli anni ha involontariamente fornito materiale inesauribile per i nostri inviti e al quale tutti voi avete imparato a voler bene.
Affinché anche il diretto interessato capisca che si tratta di una poesia, siamo stati costretti ad usare la rima baciata.





Vita di un giornalista cassintegrato

di bassa statura
coi ricci fluenti
cambiare l'accento
i miei veri talenti

ignoro le lingue
non son laureato
ma piaccio alle donne
e vivo beato

mi assume l'Unione
forse una svista
che botta di culo!
son giornalista

scrivevo di calcio
ed ero potente
son cassintegrato
non conto più niente

che cosa mi resta
una scrivania poco in vista
è scarso l'appeal
sulla giovin stagista

anello da tarro
giubbotto di Prada
ero qualcuno
sto in mezzo a una strada

giornate vuote
senza più fretta
su strade assolate
sfrecciar con l'alfetta

vacanze estive
da vero cafone
a caccia di vips
in Costa in gommone

stempiato e ingrigito
a ricordar tempi belli
basta ho deciso!
mi tingo i capelli

per tutti "dottore"
vedevo la vetta
a scriver un libro
mi chiudo in villetta

prima ero il capo
vi giuro che è vero
mi resta il calcetto
con Tore Banchero

mi rodo e rifletto
su chi vale e chi non
e intanto che aspetto
"garçon!...cabernet-sauvignon..."

Inoltra pure ad abituali frequentatori di reading, poeti improvvisati, ballerini improbabili e altra gente tipo Paganelli disposta a tutto pur di farsi una donna. Grazie.


Beachparty (erano meglio i falò in spiaggia dove si cantava in coro "...quella sua maglietta fina...")

Invito catartico.

CAFFE' DEGLI SPIRITI (Terrazza del Bastione)
martedì 30 agosto
Foxi & Daddy dj set
opening act dj Railfield
jazz.soul.funk.bossa.latin.afrobeat.modern sounds

La settimana scorsa non è successo praticamente nulla.
Il resoconto di questa settimana si riferisce all'unico evento mondano cui mi sia capitato di partecipare quest'estate (festa in spiaggia a Chia del 13 agosto scorso).
Praticamente l'apice delle mie vacanze. Vi lascio immaginare che belle vacanze.
Fatti, circostanze e nomi non sono di fantasia.
La risposta all'accusa di non andare oltre l'arrettumine di Paganelli nei nostri inviti.
Invece, volendo, si può scendere anche più in basso.

che ci faccio io qui?

Era chiaro che sarebbe andata così. Era già successo. Perché questa volta avrebbe dovuto essere diverso?
Eppure ho accettato. Prima di tutto per vanità. Poi perchè ogni volta mi illudo che accada un miracolo. Che la gente si accorga della differenza tra Molella e James Brown. Che un gruppo di modelle discinte balli a piedi nudi sulla sabbia fino all'alba sulle note di Roy Ayers. Ma non succede mai. Non è successo nemmeno questa volta.
Quando Sergio mi ha detto "Venerdì facciamo una festa in spiaggia. Ci sono altri dj...ti va di fare mezz'ora?" non ho avuto troppe esistazioni. Era comunque un ottima scusa per andarci evitando tragedie familiari. "Fede devo andare capisci...devo mettere musica..." come se le sorti del divertimento della costa sud-occidentale dipendessero da me. Naturalmente ho omesso volontariamente alcuni particolari secondari, come la durata della mia session.
E' venerdi mattina. Le cose si metteno subito male. E' dj Sean. Da quando Giulio è in montagna facciamo coppia fissa. "Sai...ho cambiato idea...non vengo...Silvia è sola con la bambina...scusa...non posso proprio". Pezzo di merda. Lo fa apposta per farmi sentire in colpa. Anch'io ho una famiglia. Fede poi sta lavorando e avrebbe davvero bisogno di una mano con Nicola. Decido di dormirci su un paio d'ore. Mi sveglio e i sensi di colpa sono spariti. Meglio che mi metta subito in macchina prima che ritornino. Non si sa mai.
Arrivo in mezz'ora. Faccio un tuffo. Una doccia. Ci prepariamo per la cena. Una decina di persone, tutta gente simpatica. Le cose si mettono bene. Sono ottimista per la serata.
Ma quando ormai siamo al caffè arriva lui. Il dj estivo. Quello che per un inverno intero ha aspettato questo momento, masterizzando rabbiosamente CD di musica orrida scaricata illegalmente dalla rete. Quarant'anni portati malissimo e un abbigliamento "purchè-sia-firmato-mi-metto-qualunque-cosa-anche-a-costo-di-sembrare-ridicolo".
Monica con crudele mancanza di sensibiltà e con quella cattiveria ingenua e spontanea tipica dei bambini di sei anni lo ribattezza immediatamente dj Anziano.
"Tu cosa hai portato?" mi chiede con la falsa cortesia di chi non ha alcuna intenzione di concederti spazio. "Funk, musica brasiliana, un pò di hip hop..." rispondo. "Naaaa...- fa lui- "arembì" e "ausettina": è questo quello che funziona alle feste..." E improvvisamente non sono più tanto ottimista...
Arrivo in spiaggia che la festa è già iniziata da un pò.
Lui è stato di parola. E' alla console concentratissimo che mette il suo "arembì" inutile e monotono.
Entro a poggiare la valigetta. Non mi degna di uno sguardo. "Mettila pure lì in fondo..." mi fa, agitando la mano come se stessi trasportando un carico di merda. E già inizia a starmi pesamentemente sui coglioni.
Ma sono a una festa. Sono qui per divertirmi. Quindi cerco di divertirmi. Bevo molto. Parlo poco. Non ballo per niente. D'altronde sarebbe impossibile. Dall'arembì è passato all'ausettina.
Verso le due lo squallore della musica è interrotto da un grido disperato. "TE GUSTA ESTA FIESTA! UAN...CIU'...TRI'...ESTA' LOCA, ESTA' LOCA...." Dovrebbe essere spagnolo ma l'accento non è esattamente mediterraneo. La voce è acuta e strozzata, tipo lamento di delfino infiocinato, e gli incitamenti sistematicamente fuori tempo rispetto alla musica. Una cosa francamente straziante.
Con Ninni (siamo già al sesto Bacardi "Freezer") ci avviciniamo incuriositi. Al microfono riconosco la ragazza polacca del dopo cena di mercoledi. E' praticamente in trance "Evribadi camon ....UAAHHHH....fil de miusic...UAHHHHH...gheddaun" Roba da far accapponare la pelle. Mi domando se quando ha lasciato il suo paese, piena di progetti e di speranze, era questo il futuro che sognava.
Ma è un'altra scena ad attirare la nostra attenzione. Dj Anziano ha iniziato una sottile guerra psicologica con il resident, un onestissimo artigiano del divertimento veterano di feste private e free drink. Ho capito che ha gusti musicali migliori della musica che mette da quando anni fa a Sa Illetta mi aveva stupito con una versione di "Light my fire" cantata da Shirley Bassey. Era stato sommerso da grida e fischi di disapprovazione cessati solo alle prime note di "Ice ice baby" di Vanilla Ice, improbabile rapper canadese durato (per fortuna) una sola canzone. Un episodio isolato ma molto significativo con cui si è guadagnato la mia incondizionata simpatia.
Dj Anziano gli sta addosso come un avvoltoio "Cambia musica...vedi che la gente non balla...non balla proprio nessuno...nooo perchè hai messo questa adesso...". Lo vuole portare all'esasperazione. Il resident è noto per essere un pezzo di pane ma dopo un pò è veramente incazzato. Stanno per picchiarsi. Tifo spudoratamente per lui.
Intanto Ninni, convinto dai troppi Bacardi "Freezer" che dj Anziano sia milanese, inizia a gridargli in faccia da non più di mezzo metro "OH SCIMPRU!". E smette solo al decimo tentativo quando felice come un bambino esulta "VISTO? SI E' GIRATO! SI E' GIRATO!". Ninni certe volte esagera.
Ma dj Anziano non fa una piega. Dopo aver logorato la pazienza del resident, che abbandona la festa con largo anticipo, rinizia a spadroneggiare alla console. La musica, se è possibile, è anche peggio di prima. Non avrei mai pensato di arrivare al punto di rimpiangere dj Ivana. Riconosco a fatica i De La Soul massacrati da un cafonissimo remix techno. Poi il buio.
Sono le quattro ma c'è ancora gente. Decido di dare un senso alla mia presenza lì. "Senti adesso farei mezz'ora io...". "D'accordo alla prossima vai tu...". La "prossima" dura altri quattro pezzi ma alla fine a malincuore mi cede la postazione. L'ultimo suo brano è talmente brutto che non so cosa attaccarci, ma in qualche modo inizio. Alle mie spalle sento sempre il suo fiato sul collo.
Come un animale è in grado di avvertire in anticipo i terremoti, anch'io sento che sta per succedere qualcosa di terribile. Infatti al mio terzo pezzo afferra il microfono e abbassa la musica di colpo "DAI VI VOGLIO CAZZUTI!!! SIETE CAZZUTI?" Nessuna risposta. Ma lui non demorde "PIU' CAZZUTI!!!" E poi verso di me "Ogni tanto questi interventi ci vogliono...no?" Cerco lo scontro "Veramente non li ho mai mai amati molto. Anzi li trovo decisamente volgari..." Ma tanto nemmeno mi ascolta. "GRANDI! ADESSO SI CHE SIETE CAZZUTI". Inizio a rimpiangere la vocalist polacca. L'alcool mi rende aggressivo. Avrei voglia di picchiarlo a sangue. Quando giocavo a basket ho aggredito fisicamente arbitri e avversari per molto meno.
Mi distrae una con l'aria strafatta "Oh dj...me la metti "Rum e cocaina?" "No" rispondo secco. Ma vorrei aggiungere "...brutta puttana drogata quello che stai ascoltando è "I believe in miracles" delle Jackson Sisters, uno dei 10 migliori pezzi da ballare di tutti i tempi, e tu mi chiedi "Rum e cocaina" che non so nemmeno che cazzo sia?" Ma mi limito a dire no. E lei se ne va senza insistere.
Intanto dj Anziano ha iniziato un tagliafuori duro e sistematico che nemmeno Spadone quando da ragazzino mi allenavo con la prima squadra della Russo. A malapena riesco a raggiungere i piatti...
Gli si avvicina un ceffo "E' il compleanno della mia ragazza Gisella. Leli fai gli auguri al microfono?".
Con aria complice si rivolge a me "Senti cosa ti sparo adesso eh..." Il sudore mi si gela lungo la schiena. "AUGURI A GISELLA! E' IL SUO COMPLEANNO E PER FESTEGGIARE...(pausa studiata per creare attesa)...LA DA' A TUTTI!!!".
Ho un conato di vomito e so che la colpa non è di quello che ho bevuto.
Il ceffo si riavvicina. "Adesso lo ammazza" penso soddisfatto. Invece no. "Ascolta è anche il compleanno di Tatiana, una mia amica, leli fai gli auguri anche a lei?" "AUGURI A TATIANA! ANCHE LEI PER FESTEGGIARE .... (solita pausa anche se ormai l'effetto sorpresa è andato) ...LA DA' A TUTTI!" "Sei un grande!" gli dice il tarro. E capisco che è ormai è la fine. Non lo ferma più nessuno.
Divento paranoico. Inizio a pensare che alla festa potrebbe esserci qualche mio cliente (circostanza altamente improbabile). Magari crede che quello al microfono sia io. E a settembre mi toglie l'incarico. Io fossi in lui lo farei.
Recupero i CD. Chiudo la valigetta. Punto dritto verso il bar. Sergio sta offrendo tequila. Conquisto un bicchiere e la mando giù tutta d'un fiato. La mia cazzata finale. Trenta secondi dopo ho già mal di testa. Mi fa male tutto. Anche le palpebre.
Cerco un posto per pisciare. Mi arrampico a fatica fin dietro una duna. Scendo barcollando e arrivo giù che son quasi le cinque. Non trovo più nessuno. Mi prendo la valigetta e vado via senza salutarlo. Nemmeno lui si prende il disturbo. Penso che lanciandogli la valigetta con forza sulla nuca potrei anche ucciderlo.
Perso nel parcheggio mentre cerco di ricordarmi dove ho lasciato la macchina, riesco ancora a sentire qualcosa in lontananza " EHI E' ANCHE IL COMPLEANNO DI BONARIA E SAPETE UNA COSA? PER FESTEGIARE BONARIA...."


Il nostro dj esordiente di questa settimana è Railfield, un giovane quarantenne la cui umiltà dovrebbe servire d'esempio a quei cialtroni improvvisati (leggi dj Grave) che hanno rischiato di minare la credibilità del nostro concorso "Dai! Anche tu DJ con F&D. Perché no? Su!". Da quando ha saputo di doversi esibire, Railfield prepara meticolosamente la scaletta della serata e studia teoria e tecnica del mixaggio a tempo su dispense appositamente redatte da dj Ivana.

Inoltra l'invito a quanti sono interessati ad assistere dal vivo alla resa dei conti tra Paganelli e chi, approfittando dell'assenza, ha osato violare il suo harem di sedicenni. Grazie.


Bastion contrario

Non so se Zombi fosse peggio come dj o come scrittore. Giudicate voi.



CAFFE' DEGLI SPIRITI (Terrazza del Bastione)
martedì 23 agosto

Daddy &...?... DJ Set
jazz.soul.funk.bossa.latin.afrobeat.modern sounds

Visto che la maggior parte dei destinatari di questa mailing list è formata da facoltosi esponenti della borghesia cagliaritana più snob che ama trascorrere le proprie vacanze in località esotiche ma non troppo affollate (vedi Foxi in Mongolia e Pilia -il dentista- a Buenos Aires in pieno inverno con -5°) e che quindi questa mail la leggeranno solo i cinque o sei meno abbienti tra voi (me compreso) costretti dalla recessione a rimanere in città, nemmeno varrebbe la pena scriverla.
Anche perchè con il priapismo cronico di Paganelli, la cialtronaggine ostentata di Zasso, le dimensioni crescenti della pancia di Alias etc. abbiamo davvero raschiato il fondo del barile.
Ne approfittiamo per prenderci una pausa e riproporci nelle vesti di talent scout, anche se il nostro ultimo tentativo di lanciare P.C. come l'anti-Piperno (o almeno la nuova Melissa P) non ha avuto decisamente fortuna (i vostri commenti in quel caso andavano da "patetico citazionista" a "pitticcu su pallosu"...).
Questa volta ricicliamo la replica di dj Zombi all'invito di qualche settimana fa. Una riflessione amara sulla movida cagliaritana dal punto di vista obiettivo e distaccato di un sassarese d'adozione. Con tanto di imbarazzante "pompino" (in senso letterario-giornalistico s'intende...) finale nei confronti dei dj per farsi riammettere alle serate. Tentativo meschino e - ça va sans dire - assolutamente inutile.
Ma prima non possiamo esimerci dallo stigmatizzare l'assoluta mancanza di professionalità di dj Grave, guest star della nostra ultima serata. Non solo si è presentato al suo esordio con quasi un'ora di ritardo e senza CD accampando scuse indecenti ("...i miei si sono smagnetizzati [?] stamattina..."), ma alle prime spiegazioni sul funzionamento dell'impianto "allora questo è il mixer..." ha sbuffato spazientito "noooo...troppo difficile...è un casino...lasciamo perdere". Insomma il classico belloccio viziato che punta tutto sul look. Figlio di quella mentalità da TV del primo pomeriggio del "voglio-tutto-e-subito" senza fare gavetta né sacrifici. Come se essere belli bastasse a far carriera nel mondo dello spettacolo. Forse pensava che mettere musica fosse come fare l'ospite fisso a "L'Italia sul 2"....

Bastion contrario (di dj Zombi)


Inizio la serata con comprensibile emozione per l’occasione regalatami dalle due stelle delle notti cagliaritane, non le notti del Piazzale Marco Polo, intendo...
Il caldo è ovunque, caldo e umido, ti si appiccica come vinavil, puzza, unge la pelle, ti inguaina in una divisa di sudore. Il tempo è sempre in riserva, e il traffico sgretola la tua calma e accoltelleresti tua madre per uno stop, quando devi fare le due di notte vagando come uno zombie per le terrazze di una Cagliari lunare, cioè bianca, polverosa, popolata da fantasmi sudati, a volte avvinazzati. La gente intorno schiuma impetuosa in ondate di polo, pantaloni a vita grassa, tanga e tacchi di dubbio gusto.
Fiumi di birra tiepida scorrono giù per gargarozzi annoiati ed abbronzature perfette, mentre cocktail dai colori inquietanti coreografano mani di attempati professionisti del far nulla.
Donne che frusciano intorno come odalische, sguardi rapaci o tristi, non so capirlo. Una terrazza, e la città sdraiata ai suoi piedi. Gente sparpagliata su cubi neri poggiati su pietra bianca, e un tetto di stelle umide. Le persone parlottano fittofitto, su una musica pianopiano (maledette casse). La solita mandria cagliaritana, con i soliti mandriani: unica differenza, il profumo, di buono, a parte personaggi dal dopobarba che uccide, e donne dalla fragranza orientale tipo carogna d’animale.
La musica, cari Daddy e Foxi, è purtroppo un optional, il pretesto per dire "che musica di merda" o per battere il tacco sulla pietra bianca e consumata. Per non invadere la scaletta dell’iroso Daddy, soprannominato O’sorcioverde dalla mala Cagliaritana, e del manesco Foxi, capo di una banda di incendiari su commissione, opto per brani da Planet Groove pur non avendo il glamour di un Francesco Abate o almeno di un dj Ivana.
Da lontano dj Daddy fa segni che non capisco (col dito in orizzontale sulla gola) e inizio a temere per la mia incolumità.
Ma ho dalla mia il fatto di avergli portato due valigie di dischi come un qualunque fattorino d’aeroporto, e sono a conoscenza di particolari scabrosi della sua vita.
Intanto torme di ragazzine (due) si avvicinano con la scusa della musica, ma con l’unico intento di mettere un'altra croce sulla collezione privata di maschietti, dato che Paganelli oggi non c’è. Il posto è pieno di gente. Ma chi è questo popolo, chi è questa "gente"?
Gente che si conosce di "vista" ma non spreca un ciao, gente che vive di pettegolezzi su questo e quell’altro, personaggi disgustosi, mignottone sul viale del tramonto e altre rampanti e in carriera. Il resto è gente normale, vestita normale, con una vita normale.
Gente per la quale gli anni passano, i capelli anche, le pieghe si moltiplicano come i problemi, i matrimoni, i figli, le disgrazie. Eppure siamo qua, in compagnia. Eppure si ride in un mondo triste, si sogna anche se viviamo sempre svegli, all'erta.
In una città che normale non è, però. Perché non basta addobbarsi da Milano e Londra, Tod’s e Lonsdale, Cayenne e Smart per essere metropoli.
Popolata da tante scimmiette ammaestrate che scopiazzano vite VIP, con il mito di un calciatore demente o una sgualdrina impenitente, di imprenditori da aperitivo o sciacquette da digestivo.
Non tutti sono così però. Dj raffinati e scapigliati, lettori assennati , scrittori traviati e registi incicciati, cresce una generazione di cagliaritani intellettual-choc, che bada più ai contenuti che all’involucro, e ogni tanto legge anche gli ingredienti.
Tra questa nuova Nouvelle Vague Kasteddaia, dj Daddy e Foxi, sono ormai un faro nello squallore intellettuale di Cagliari, due capaci intrattenitori al pari di Daniele Piombi e Pippo Baudo, due artigiani della musica capaci di vette da Grappa Bocchino Sigillo Nero.
Dritti per la vostra arretta via, sciorinate accostamenti musicali dall’avanguardia tedesca alle canzoni da Zecchino d’oro, con gran classe però. Forse non sarete ricordati come Claudio Cecchetto o Jovanotti, ma la mattina, accarezzando la testa di vostro figlio, potrete sussurrare a vostra moglie: " Ho vissuto, anche se è stata una vita di merda. Di gran classe, però".





Tutti bagnati per Foxi e Daddy

A proposito di talenti inespressi: dj Grave uno che iniziò a fare il divo prima di aver messo il primo disco della sua vita. Cosa che non è ancora accaduta.
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CAFFE' DEGLI SPIRITI (Terrazza del Bastione)
martedì 9 agosto
Foxi & Daddy dj set
opening act dj Grave
jazz.soul.funk.bossa.latin.afrobeat.modern sounds

Ultimo appuntamento con F&D prima della pausa di Ferragosto. Ecco cosa vi siete persi la settimana scorsa oltre alla fila (provocata ad arte) per salire in ascensore .

non può piovere per sempre...

Apre la serata DJ Zombi. Era l'occasione che aspettava da tutta una vita. Mille volte, durante i piovosi pomeriggi invernali sassaresi, si era preparato mentalmente la scaletta del suo esordio. Un'accurata selezione di brani ricercati e di gran classe che avrebbe lasciato il pubblico senza fiato, riuscendo finalmente a farlo notare in quel mondo che fino ad allora l'aveva tenuto colpevolmente in disparte.

Invece all'ultimo momento l'emozione gli gioca un brutto scherzo. Zombi si caga addosso e parte col commercialone. L'effetto immediato è quello di procurarsi un facile consenso: "Ceeeee finalmente uno che mette musica che ci piace..." esclamano due volgari ragazzotte vestite simil-Cavalli e truccate pesantemente. Le classiche fans di dj Ivana. Di quelle che durante i free-drink in cui suona il quarantenne dj semicalvo cantano a squarciagaola sulle note di "dame mas gasolina...me gusta la gasolina" pervase da quell'entusiasmo immotivato che solo i tormentoni estivi più tarri riescono a trasmettere. L'effetto secondario è quello di essere bandito a vita dalle nostre serate...Va bene la libertà di espressione, ma Dido no. E che cazzo! Dopo la sua sputtanatissima performance il concorso per DJ esordienti viene ribattezzato "10 pezzi facili".

Con un abile coup de theatre il famigerato dj Ivana, l'uomo che riesce ad essere palloso anche via SMS, compare all'improvviso tra due ali di folla: è in gran forma e assetato di vendetta. Le sue taglienti battute da Premiata Teleditta annichiliscono Foxi e Daddy. La "migliore" di tutte è "Come funziona qui? Vi danno 40 euro e ne spendete 100 in birrette?" A parte l'utilizzo del disgustoso termine "birrette" che da solo meriterebbe un ceffone, visto che la battuta (secondo lui) funziona, dj Ivana la ripete (urlando) circa 50 volte (tipo bambino deficente, viziato ed esibizionista, alla cena di Natale...) facendola puntualmente seguire da una risata (l'unica, la sua...) isterica e forzata. E per un attimo a vederlo ridotto così, versione macchiettistica di Nico Bortis, ci dispiace per lui. Ma solo per un attimo. Perchè poi inizia a piovere come non era mai successo il 2 agosto a Cagliari. E subito ne approfittiamo per spargere in giro la calunniosa insinuazione che dj Ivana porti sfiga, nella speranza che questa maldicenza gratuita lo conduca, come già accadde a Mia Martini, verso una disperata (ma nel suo caso meritatissima) emarginazione. Una cosa è certa: a differenza della sfortunata cantante calabrese nessuno si sognerebbe mai di rivalutarlo postumo.

Nonostante la terrazza si affollatissima, non si può fare a meno di notare l'assenza di Nicola Paganelli. Che fine avrà fatto? Niente paura: stasera c'è la pizzata con le amichette di danza per festeggiare la promozione all'esame di terza media di una delle più anziane tra loro (per la cronaca ha preso "distinto"). Nicola è il mattatore dell'allegra e chiassosa tavolata: riceve ben tre proposte "di mettersi" e un intrigante bigliettino anonimo con il messaggio "sono kolatissima di te". Nicola è sulle spine. Chi mai sarà la misteriosa lolita? Fuori dalla pizzeria ha anche il piacere di incontrare personalmente i genitori delle compagnette, la maggior parte dei quali molto più giovani di lui.

Terminato il suo set, Daddy si confronta con un collega d'oltralpe e cerca inutilmente di risultare credibile e non provinciale facendo sfoggio di un inglese a dir poco approssimativo appreso durante costosissime ma infruttuose vacanze studio in Irlanda "Last summer I used to play at La Paillote, a club in front of the sea very coreographic (???)". Intanto Foxi fa miracoli per continuare a intrattetenere il pubblico sotto il diluvio.

Il maltempo, comunque, non scoraggia l'afflusso di VIP. Compaiono nell'ordine:
Giorgio Rock: star della serata appena una settimana prima e già non lo riconosce più nessuno, come un qualunque partecipante alla terza edizione del Grande Fratello.
Nanni: a sorpresa senza bermuda ma con altrettanto trasgressivi pantaloni color sabbia con 12 pences per gamba.
Podda: in un maldestro tentativo di vestirsi trendy l'appesantito playboy si presenta con un ridicolo quadruplo risvolto nei jeans e con delle orrende ciabatte da mare da pochi Euro. Lo scadente materiale delle infradito a contatto con la pioggia e col piede sudato inizia a schiumare una maleodorante e densa poltiglia nera.
Zasso, il frustrato giornalista che non firma un pezzo da due anni, ormai vittima di crisi paranoico-ossessive che lo spingono ad identificare nell'incolpevole Daddy la causa delle sue sventure professionali e coniugali, trasformandolo nel bersaglio di velleitarie minacce "La prossima settimana ti leggo la vita. Scriverò qualcosa che ti farà tremare...se riesco a ricordarmi come si scrive...".
Maurilio no. Lui è a casa davanti alla TV. In mutande, bianco come un morto, con la cellulite che ormai ne deturpa irrimediabilmente il corpo dal mento in giù.
Nel tinello (come lo chiama lui) del "suo" (si fa per dire) lussuoso superattico si consuma il solito ennesimo psicodramma del martedì:
"Cara ti prego fammi andare...stasera ci sono proprio tutti..."
"Ho detto di no...Basta! Non insistere..."
"Ma dai...solo 5 minuti..."
"ZITTO!!! Segui il documentario di Rai Tre sulla seconda guerra mondiale piuttosto...che alle Industriali l'avete saltata...Pensa a colmare le lacune altro che dj Foxi...."

Per l'ultimo appuntamento prima delle pausa di Ferragosto la nostra guest star sarà dj Grave (grave = tomba in inglese, ndr per Giulio che non sa le lingue...). Il nome d'arte vagamente sinistro farebbe pensare al partner di dj Venefica alle serate dark del giovedì al Fabrik. Invece no. Dietro il lugubre nomignolo si nasconde un insospettabile professionista appassionato di musica brasiliana e capoeira. La nostra scelta è dettata dalla impellente necessità di risollevare il tasso estetico della serata. Dj Grave infatti è un vero idolo del gentil sesso nonché una gettonatissima icona gay, con quel volto emaciato e quei riccioloni ribelli da giovane promessa del cinema italiano. Praticamente un Claudio Santamaria con l'accento sardo. Unica nota stonata la profonda amicizia che lo lega ad Alessio Alias, lampante indizio di cattivo gusto nella scelta delle persone da frequentare.

Inoltra indiscriminatamente questo messaggio facendo leva sulla morbosa curiosità a sfondo sessuale suscitata dal doppio senso di bassissimo livello presente nell'oggetto. Grazie.


C'era una volta al Bastione

Oltre che ottimi dj siamo da sempre lungimiranti talent scout. GRG Rock e dj Zombi, per esempio, li abbiamo scoperti noi. E nessun altro purtroppo.


CAFFE' DEGLI SPIRITI (Terrazza del Bastione)
martedì 2 agosto

Foxi & Daddy dj set
opening act dj Zombie (from Sassari)
jazz.soul.funk.bossa.latin.afrobeat.modern sounds

Continuano con crescente successo gli appuntamenti del martedì. Per i pochi, pochissimi, irrimediabilmente out, che non hanno avuto l'occasione di partecipare ecco il solito stringato resoconto.

Cosa hai fatto in tutti questi anni?

La serata si apre con le ricercate selezioni di dj Giorgio Rock: grazie all'abilità del parrucchiere di fiducia e alla clemenza degli agenti atmosferici che hanno avuto pietà della sua assurda acconciatura chiude con dignità la propria esibizione. "Sono abbastanza soddisfatto della mia performance ma soprattutto del fatto che mi abbiano "svisato" in parecchie" è il suo laconico commento.
Finalmente fa il suo esordio Nanni (con elegantissimi bermuda blu) in veste di guida turistica allo zoo di personaggi che popolano la serata "Vedete quell'orrendo essere dal culo basso e dal ventre prominente che continua a sudare copiosamente - spiega a due visitatrici impressionate e al tempo stesso affascinate dal ripugnante spettacolo - quello è un raro esemplare di Alias Obesus"
Nicola Paganelli, il Lele Mora di Selargius, è circondato dalla solita corte di starlette post-adolescenti che cercano di sfondare nel mondo dello spettacolo grazie alle conoscenze altolocate millantate dell'influente faccendiere; e lui naturalmente ne approfitta "Sai piccola io ho vissuto a Milano...ti potrei presentare le persone giuste...se sarai carina con me farò di te una stella..." sussurra all'orecchio di una delle più avvenenti giovani protette con fare untuoso da impresario di compagnia d'avanspettacolo di quart'ordine.
Dj Daddy è infastidito da inquietanti personaggi che si avvicinano alla console con le domande più assurde "Senti ma...quanto costano i piatti da dj? e con il mixer? e senza il mixer? e senza i cavi? e solo i cavi?". Seguono continui cali di tensione e improvvisi blackout.
Probabilmente si tratta di un tentativo di sabotare la serata da parte del livoroso dj Ivana, sempre più simile ad un'anziana attrice invecchiata male e ormai sul viale del tramonto; non più di una settimana fa in pieno raptus di onnipotenza da free...anzi (scusa Gianna) da easy drink, in preda alle solite nostalgie deliranti, ha rilasciato (convinto) davanti a testimoni (impietriti) la seguente dichiarazione "Il revival? L'ho inventato io nell'88 al Pinus...".
Date le circostanze la situazione rischia di precipitare. Ci pensa Paganelli, abbandonate per un attimo le lascive avances sempre sul punto di sconfinare nella molestia sessuale perseguibile penalmente, a riprenderla in mano con piglio da vero manager "Ora basta! I miei artisti chiedono solo di essere messi in condizione di lavorare...Solo questo...OK? Chiedo forse troppo? Non mi sembra..."
La sua sfuriata è interrotta da Maurilio in versione grillo parlante "Nicola non trovi che le tue amiche siano un pò troppo giovani? Sai la differenza d'età spesso può risultare un fattore critico nei rapporti uomo-donna" e poi sempre più pedante rivolgendosi agli altri presenti "Scusate ma non posso fare a meno di notare l'assenza delle vostre compagne...a mio parere dovreste sforzarvi di condividere con loro anche queste occasioni di svago". Fortunatamente l'irritante moralista rompicoglioni è richiamato all'ordine da una telefonata improvvisa " Si cara...scusa...hai ragione cara...non dovevo venire...no Orazio non c'è cara...va bene torno subito a casa...scusa ancora".
A fine serata compare anche Giulio Zasso: stringe mani a chiunque, saluta sconosciuti, si fa le foto da solo col cellulare per testimoniare la sua presenza. Il classico atteggiamento colpevole dell'assassino che cerca di costruirsi un alibi credibile.
Intanto l'avido Foxi si organizza le marchette sotto falso/vero nome ai free drink del fine settimana mentre Daddy ne approfitta per truccare biecamente il concorso per dj esordienti.
"Ti prego...fammi mettere musica martedì prossimo - lo implora un attempato personaggio - ho già una certa età e potrebbe essere la mia ultima occasione..." Una scena francamente patetica, sembra il classico teleutente domenicale che accattona "l'aiutino" nei quiz di Mara Venier. Naturalmente in cambio di pochi euro sottobanco Daddy non esita ad alterare la chilometrica lista d'attesa di aspiranti dj alla stregua di un infermiere cinico e corrotto impiegato presso una struttura ospedaliera pubblica.

Quindi questa settimana ad aprire la serata, direttamente da Sassari, dopo 10 anni di assenza da...ovunque, dj Zombi.
Alla domanda "Cosa hai fatto in tutti questi anni?" come De Niro/Noodles in "C'era una volta in America" Zombi risponde "Sono andato a letto presto". Solo che nel suo caso non si tratta di una battuta ad effetto. Lui è davvero andato a letto presto.

Da inoltrare senza scrupoli a chiunque possieda un indirizzo di posta elettronica di vostra conoscenza come se fosse la pubblicità-spamming di un miracoloso allunga-pene. Grazie.



Serena autocritica

Grazie ad un crescente consenso di stampo craxiano cominciammo ad essere circondati da una corte di nani e ballerine. Soprattutto ballerine.


CAFFE' DEGLI SPIRITI (Terrazza del Bastione)
martedì 26 luglio
Foxi & Daddy dj set feat. GRG ROCK
jazz.soul.funk.bossa.latin.afrobeat.modern sounds and...ROCK & ROLL!

Qualche volta ci capita di esagerare. Ma quando succede sappiamo riconoscere i nostri errori. E abbiamo l'umiltà per chiedere scusa.
Purtroppo la nostra feroce invettiva contro i free drink si è trasformata involontariamente in un attacco personale nei confronti dell'incolpevole Gianna, cara amica e da sempre supporter disinteressata delle nostre serate.
In realtà non era nostra intenzione boicottare la sua festicciola (sappiamo bene quanta fatica le sia costata in termini di sforzo organizzativo), bensì manifestare tutto il nostro disprezzo dal punto di vista professionale, ma soprattutto umano, a Ivan Altea. Giudizio che, dopo l'ennesima raccapricciante esibizione dello scorso week end, siamo costretti a confermare in pieno: pensate a un uomo quasi pelato, vicino ai quaranta, costretto a esibirsi sul cassone di un pick up (volgare trovata da rave di dieci anni fa...), cazziato ogni cinque minuti dall'organizzatore perché non seleziona pezzi abbastanza "cantabili" tipo "Sciolgo le trecce ai cavalli..." (episodio realmente accaduto del quale siamo stati facili profeti). L'interessato (pur ammettendo crimini musicali contro l'umanità altrettanto gravi come aver messo "Mi vendo" di Renato Zero) nega di aver ceduto alla pressante richiesta. Dal momento che non abbiamo alcuna fiducia nella sua parola, invitiamo eventuali delatori presenti all'evento a rispondere a queste due semplici domande:
1) dj IVANA (così si fa chiamare l'Altea giocando, trent'anni in ritardo rispetto ad Amanda Lear, su una presunta ambiguità sessuale...) ha suonato la repellente hit di Umberto Balsamo?
2) Se si, in un baratro di depravazione e mancanza di senso del ridicolo, è riuscito anche a ballarla?
Ai primi cinque che risponderanno una copia dell'audiocassetta originale "Pinus Summer 88 mixed by Ivan Altea": il peggio della musica di ieri (che nel suo caso coincide con quella di oggi) in 90 interminabili minuti, dai Milli Vanilli a "La mia banda suona il rock..."
Ma Gianna in tutto questo non c'entra. Lei è una ragazza di gran cuore che non solo ha capito le nostre motivazioni e accettato le nostre scuse. Ha fatto qualcosa di più "Non posso regalarvi un biglietto per motivi di SIAE ma tranquilli... qualunque cosa vogliate bere una volta dentro, consideratevi miei ospiti...". Grazie, grazie davvero Gianna. Era un FREE DRINK e per bere non pagava nemmeno l'ultimo degli stronzi. Ma è stato un gesto davvero toccante da parte tua.
Comunque dobbiamo parzialmente ricrederci sui free drink. Non sono sempre sono come li abbiamo descritti. Spesso sono anche peggio. Proprio come venerdi: una combinazione esplosiva di musica di pessimo gusto e noia mortale.

Ma veniamo a martedi: inizio col botto per il nostro concorso "Dai! Anche tu dj con F&D. Perchè no? Su!". Si inizia con Giorgio Rock un giovane esordiente di cui non si conosce molto salvo l'insofferenza all'alcool che regge come un bambino di sei anni. Le sue influenze sono fondamentalmente due: i Soulwax, per l'energia rock che riesce a infondere alle selezioni dance, e Enzo Mirigliani, ottuagenario patron di Miss Italia, per l'elaborata architettura del suo riporto rossiccio basato su una serie di delicatissimi equilibri e complicati calcoli tensostrutturali che nenche il ponte sullo stretto, pronti a infrangersi miseramente alle prime gocce di pioggia o a causa di un'improvvisa folata di maestrale, rivelando impietosamente la terrificante e disastrata situazione del cuoio capelluto.
Come allo zoo si pregano i visitatori di non gettare cibo agli animali così voi siete pregati di non offrirgli da bere: una volta è riuscito a vomitare dopo un paio di birre analcoliche.

Nel frattempo Nicola Paganelli, organizzatore ombra e vera eminenza grigia della serata del martedì, l'uomo che grazie alla sua abilità di PR è riuscito nella non facile impresa di svecchiare la nostra audience, non si risparmia pur di spargere la voce tra le nuove giovani amiche. Pare che ultimamente diverse liceali siano state raggiunte da SMS giovanilistici tipo "Ke fai martedi? Skizza al Kaffè degli SPRT. F&D DJ set. KE STORIA! L'evento dell'estate 2-0-0-5. XXX by Niko".

Grande attesa infine per il probabile ritorno, dopo una settimana d'assenza, di Giulio Zasso direttamente dalla villetta, con l'anello in finto argento da tarro e il colesterolo alto.
Non negatevi l'opportunità di vederlo all'opera mentre si esibisce in un fuoco di fila di domande brillanti tipo "Di che segno sei?", "...ascendente?", "Salve ragazze siete da sole...o da vista?" e in altre cafonate assortite come "Per me il solito grazie!" (urlato con il dito alzato all'indirizzo dei barman che visibilmente perplessi si domandano "...il solito cosa? ma chi cazzo è questo?") oppure "Gentilmente...da questi si paga una caipiroska alla fragola per me e una per la signorina..." (agitando con volgare arroganza una banconota da cinque Euro sotto il naso della cassiera ed esponendosi inevitabilmente al pubblico ludibrio difronte alla risposta cortesemente algida di lei "Veramente quelli non bastano nemmeno per una 0,20...").

Inoltra come al solito tra ingenui destinatari che penseranno di venire a divertirsi e invece si addormenteranno su un divanetto dopo non più di mezz'ora.Grazie.



Lavori o studi? (le grandi interviste di Giulio Zasso)

Mentre in città prendeva piede la nefasta moda dei free-drink, i martedì del Bastione erano ancora uno spazio di civiltà e democrazia musicale. Avevamo persino deciso di offrire una vetrina ad una serie di "giovani" talenti inespressi. Che tali sono rimasti.

CAFFE' DEGLI SPIRITI (Terrazza del Bastione)
martedì 19 luglio
Foxi & Daddy dj set
jazz.soul.funk.bossa.latin.afrobeat.modern sounds

Grazie all'assenza della maggior parte dei destinatari di questa mailing list l'appuntamento del martedì si sta trasformando in un vero successo di nicchia, con F&D sempre più immedesimati nella parte dei dj elitari e incompresi.
Tutta un'altra musica rispetto ai cafonissimi (e frequentatissimi) free drink nazional popolari con ricco buffet a base di insalata di riso riciclata e birra Hell calda.
Sebbene all'insegna dell'understatement, la scorsa serata ha regalato alcuni momenti importanti: dopo tanti anni Alias e Paganelli hanno finalmente potuto riabbracciare il loro vecchio maestro che credevano morto (in effetti ci sono andati vicino...). "Se oggi siamo quello che siamo (cioè un ciccione idiota e un pericoloso pervertito...) lo dobbiamo soprattutto a lui..." è stato il commento di un Paganelli visibilmente commosso.
Intanto dj Foxi, forse un pò arrugginito ma comunque di nuovo in corsa dopo tanti anni di convivenza, cercava di far ubriacare le compagne di danza minorenni offrendo angelo azzuro in cui aveva provveduto a sciogliere extasy di bassa qualità per poter approfittare più facilmente delle giovani prede.
Il vero protagonista della serata è stato ancora una volta Giulio "cervello d'ostrica" Zasso, l'uomo che dopo aver letto l'invito della settimana scorsa ed essersi rallegrato del fatto che Paganelli avesse finalmente trovato una brava ragazza ("è vera la foto?") ha girato tutti i negozi di giocattoli di Cagliari alla disperata ricerca del pupazzo Maurilio, protestando vivacemente con i negozianti colpevoli, a suo avviso, di non averlo ancora ordinato.
Ma è nella veste di carismatico affabulatore che l'acuto giornalista ha dato il meglio di sè: prima ha ascoltato con finto interesse il resoconto di un concerto torinese di Aphex Twin senza avere la più pallida idea di chi fosse; poi con l'espressione ebete di Alberto Sordi nella parte del vigile Otello Celletti ("...quest'uomo mi spaventa - diceva De Sica - riconosco nel suo sguardo la fissità tipica dell'ottuso") ha atterrito l'interlocutrice biascicando un "...e Vasco ti piace?", ottenendo in risposta uno sguardo carico di pietà e disprezzo.
Non pago, si è subito esibito in una serie di domande idiote tipo "Sei asturiana?" (chiesto a una di Selargius...) e di luoghi comuni come non se ne sentono più neanche facendo la fila alle poste.
Per esempio alla notizia che "l'asturiana" risiedeva a Torino il suo brillante commento è stato "bella Torino...la città dell'occulto, del mistero...ma anche dei gianduiotti, della Fiat e soprattutto della Juventus, la vecchia signora...". Ha solo dimenticato di dire la cazzata dei piemontesi falsi e cortesi. Il resto c'era tutto.
Infine dopo essersi lanciato nell'elogio della villetta in affitto (uno dei suoi argomenti preferiti) motivando le sue affermazioni in maniera inoppugnabile e originale ("sempre meglio così che comprarla perché poi ti senti obbligato ad andarci...") e nel mortifero elenco dettagliato dei tempi di percorrenza per raggiungerla ("con la mia nuova allfetta, in condizioni di traffico normale, ci metto un quarto d'ora dalla rotonda della Bussola al cartello di Torre delle stelle, hai presente quel cartello sulla destra prima del bivio..."), il tutto inframezzato da aneddoti inutili in cui la cosa più interessante era la latitanza del congiuntivo ("ti ricordi quella volta che dovevo entrare ma poi non ero entrato...se entravo mi divertivo..."), ha concluso la serata con una serie di digressioni meteorologiche agghiaccianti nella loro banalità ("certo che si è messo proprio un bel freschetto eh?"). Quel che si dice un'amabile conversatore.

Da queta settimana parte il nostro grande concorso estivo "Dai! Diventa anche tu dj con Foxi e Daddy. Perchè no? Su! " (il titolo lo ha studiato una nostra amica giornalista...): mandaci la tua playlist e (se sarà di nostro gradimento) avrai finalmente l'occasione di esibirti per mezz'ora proponendo "i pezzi che hanno fatto da colonna sonora alla tua vita" (direbbe Zasso). Hanno già aderito all'iniziativa dj Zombi (da Sassari), dj Nakes (il dj che mette dischi a caso basandosi sugli accostamenti cromatici delle copertine), dj Giorgio Rock (attesissimo con le sue selezioni country e western, sempre che non cada in coma etilico alla prima birra o la moglie non lo trascini via per un orecchio prima delle dieci e mezza...). Ospiti internazionali sono in arrivo per metà agosto.
Natuaralmente la prestazione avverrà a titolo gratuito, essendo semplicemente una scusa dei resident per lavorare ancora meno del solito.
Non sono ammesse al concorso vecchie glorie patetiche tipo Ivan Altea, che vive ancora nel ricordo delle orrende serate del Pinus (estate 1988), caratterizzate da una scaletta di dubbio gusto e già datata all'epoca. Purtrotroppo la terrificante sequenza di brani si è tramandata gattopardescamente immutata fino ai giorni nostri, quando Altea si esibisce saltuarimente nei free drink di cui sopra, ballando come un sufi invasato sulle note di "Sciolgo le trecce ai cavalli ..." e ripetendo dentro di sè come un mantra buddista "Ho la pista in pugno io, ho la pista in pugno io...".
Inoltra subdolamente il presente messaggio tra aspiranti dj in cerca di un'occasione per farsi notare, che in realtà verranno usati e buttati nel cesso come i protagonisti di una qualunque trasmissione di Maria De Filippi. Grazie.



Inserto estate

Il secondo episodio della fortunata serie Cronaca Vera.


CAFFE' DEGLI SPIRITI (Terrazza del Bastione)
martedì 12 luglio

Foxi & Daddy dj set
jazz.soul.funk.bossa.latin.afrobeat.modern sounds

Ammettiamolo, nonostante martedì scorso sia stata una serata piacevole, mancava la verve di altre occasioni.
Per aggiungere un pò di pepe non restava che affidarci all'abile penna del nostro ghost writer preferito.
Buona lettura.

Cronaca Vera II

Finalmente è scoppiata l'estate. Voglia di mare e di sole, d'accordo. Ma soprattutto tanta voglia di gossip.
Basta con gli editoriali tristi e deprimenti di quella comunista di Francesca Fradelloni sui poveracci che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese perché lo stipendio non basta mai etc.etc....uffff....che noia, no?
A parte che se sono tanto preoccupati per la fine del mese basta che verso il 15 facciano un salto da Prada e comprino, che so, un paio di scarpe piuttosto che un qualunque accessorio moda. Con me funziona!
Dai Franci...quest'estate ti vogliamo meno vittimista e più fashion victim. Ok?
Dopo le premesse passiamo ai contenuti.
In questo primo numero troverete una bella storia. Si, proprio una bella storia. Davvero una bella storia.
Prima Giulio era solo un anonimo quarantenne che nella vita le aveva provate un pò tutte: calciatore: cantante: attore: dj: giornalista. Davvero un tipo a 380° gradi...
Ma raramente nelle sue molteplici attività era riuscito ad elevarsi al di sopra della mediocrità. Anzi spesso non la sfiorava neppure. Ma Giulio aveva un sogno. Un grande sogno. No, dai, non l'Alfetta. Un altro sogno.
Nella nostra intervista esclusiva "Ho conosciuto a Gigi D'Alessio" Giulio ci racconta come il sogno sia diventato realtà. E anche quale sarà il suo prossimo ambizioso obiettivo: baciare in bocca Monna Lisa (proprio come ha dichiarato Pornie in un'intervista al GdS). Buona fortuna Giulio.

Per la rubrica "Come eravamo" dj Foxi ricorda sul filo della nostalgia le sue trasgressive vacanze londinesi fine anni '80. "Fermavamo le culone olandesi per fare le foto e poi raccontavamo in giro di averci sfranellato (storiato ndr)" rammenta il simpatico dj.
Si, d'accordo, va bene le donne, Italians do it better come diceva Proust, è la solita vecchia storia, ma lo stile? "All'epoca ci consideravamo un pò gli ambasciatori della moda italiana nel mondo - aggiunge Andrea Sanguinetti, l'elegantone della compagnia - Io per esempio non rinunciavo mai alla mia canotta nera Valentino, naturalmente abbinata ai classici hot pants in jeans sfrangiati. Ma il vero must era la toppa Naj Oleari ad altezza pube".
P.S. Occhio alla posizione della mano del futuro ingegnere nella foto: pollice in tasca, indice e mignolo sollevati. Rischia di diventare la posa cult di quest'estate due-zero-zero-cinque.

Quando la coppia scoppia: Gigi Rizzi Podda si fa soffiare la fidanzata Silvana Pampanini, ex diva del muto, dal collega playboy Nicola Paganelli, manager rampante di una nota ditta di abbigliamento sportivo.
I due si sono conosciuti (e a quanto pare subito piaciuti) alla festa per il 93° compleanno di lei al Billionaire.
"La differenza di età tra noi non è un problema - ha dichiarato, galante come sempre, Paganelli - e poi Silvana conosce dei giochetti niente male da fare senza dentiera".
Gigi Rizzi Podda comunque l'ha presa sportivamente e ha trovato subito di che consolarsi.
L'attempato sciupafemmine sassarese è stato avvistato in quel di Alghero in compagnia della nota soubrette calabrese Gegia, indimenticata coprotagonista del film "Champagne in Paradiso" con i coniugi Carrisi. Un mix esplosivo di simpatia e sex appeal. E bravo Gigi...

Infine un pensiero ai più piccini. Perchè si sa, i bimbi sono tenerissimi. E poi fanno vendere un sacco di copie in più. Comunque per la gioia di questi simpatici stronzetti sta per essere lanciato sul mercato qualcosa di educativo e divertente al tempo stesso: Maurilio, l'orsetto moralista. Tu schiacci un pulsante e lui subito inizia a pontificare a caso "Attenzione! Il matrimonio non è un gioco" oppure "Dj Daddy dovrebbe prendersi le sue responsabilità di padre!" ma anche" Non ho tempo per gli amici io, devo andare a mangiare la pizza con Orazio!" Resta un dubbio: chi sarà mai questo Orazio? Forse un altro suo amico orsetto? Mah...

Mi raccomando, intasa la casella di posta elettronica dei tuoi amici e conoscenti con una copia omaggio di questo messaggio e assumiti tutte le responsabilità civili e penali del gesto.

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I vitelloni

Di nuovo in auge. La nostra prima stagione estiva al Caffè degli Spiriti.


CAFFE' DEGLI SPIRITI (Terrazza del Bastione)
martedì 5 luglio
Foxi & Daddy dj set
jazz.soul.funk.bossa.afrobeat.modern sounds

Dalla seconda terrazza più bella di Cagliari torna la buona musica con i dj che a causa di una serie di scelte artistiche sbagliate rischiavano di finire nel dimenticatoio ancor prima di fare qualcosa per cui valesse la pena essere ricordati.
E con loro tornano tutti i personaggi felliniani che hanno contribuito a rendere indimenticabili i vostri giovedì dell'estate scorsa:
Alessio, il Tony Manero obeso, e la sua epa (come ormai si usa dire solo nei rebus o nelle parole crociate) strabordante, Nicola il seduttore impenitente (l'unico che sia mai riuscito ad andare via con una donna alla fine delle nostre serate senza portarsela da casa), Enrico il benestante dentista col vezzo (perversione?) di vestirsi come un turista tedesco anni '80, Alessandro l'ingegnere nella parte dell'ex giovane e bello, Sandrone nella parte di suo zio, Daniele (credibilissimo) nella parte del mostro, Roberto l'organizzatore di eventi noto come il Gianni Casella del Palazzo di Giustizia, Truzzu il fotografo che tra una vacanza e l'altra si ricorda di scattare una foto ma puntualmente dimentica le pile per il flash e quindi, spossato, desiste, Paolo lo scrittore tormentato e inquieto che in una recente intervista ha annichilito con la sua abilità dialettica chi lo definiva il Piperno dei poveri rispondendo "io almeno negli anni '80 ero bello", Nanni attesissimo alla prova bermuda, Ninni e le sue scuse patetiche per non venire, Giulio il giornalista cassaintegrato (l'unica cosa che ha firmato negli ultimi 12 mesi è la pila di cambiali per comprarsi l'Alfetta rossa metallizzata con lo spoiler), Giorgio il mondano avvocato che esce una volta ogni 25 anni, si ubriaca con una 0,20 e a fine serata avanza proposte anacronistiche tipo "facciamo un salto al Privé?", Maurilio il simpatico pupazzo radiocomandato (da Laura), Daddy marito premuroso e padre presente (se solo si ricordasse come si chiamano la moglie e il figlio...) e Foxi ipercinetica controfigura del Mago G Galbusera (riccioloni laterali con incipiente scucco posteriore...).
Questo e molto altro martedì al Caffè degli Spiriti.

Finalmente un bel locale e non la solita topaia dove ci esibiamo di solito.
Se avete amato i giovedì alla Paillote adorerete i martedì del Bastione.
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